La congregazione dei Giuseppini del Murialdo accompagna il quartiere di san Lorenzo fin dal 1909, anno in cui fu inaugurata la Chiesa dell’Immacolata e di San Giovanni di Berchmans. In realtà la loro presenza è databile ben cinque anni prima, nel 1904, con la realizzazione di un oratorio in via dei Campani.

Il 17 marzo, in Vaticano, Papa Francesco ha incontrato i componenti della congregazione di San Giuseppe per i suoi 150 anni di vita. Fondata a Torino il 19 marzo 1873, da San Leonardo Murialdo, da sempre opera “per la cura e la formazione soprattutto dei giovani operai”.

Il pontefice ha esortato a imitare l’esempio di San Leonardo Murialdo, coltivando “la sua stessa passione e il suo stesso coraggio: insieme, laici, religiosi e religiose, su strade condivise di preghiera, di discernimento e di lavoro, per essere artigiani di giustizia e di comunione”.

Francesco ha definito il fondatore della congregazione “uomo di Dio intelligente e aperto“, che già a fine Ottocento aveva avuto delle posizioni profetiche “in quel periodo che potevano suonare quasi di protestantesimo”, ha ricordato il Papa, parlando a braccio. 

Mi fa pensare – ha aggiunto – nel centro della massoneria a Torino, si trovano tanti santi, dobbiamo studiare quel periodo e perché è così tra i tanti mangiapreti”.

Da qui, il suo invito “a crescere nell’arte di cogliere le esigenze dei tempi e di provvedervi con la creatività dello Spirito Santo”, prendendosi cura “specialmente dei più giovani, i quali, oggi più che mai, hanno bisogno di testimoni credibili” Francesco, parlando con i religiosi, ha voluto anche sottolineare tre aspetti, secondo lui importanti per la loro vita e per il loro apostolato: “Sono il primato dell’amore di Dio, l’attenzione al mondo che cambia e la dolcezza paterna della carità”.