Ricordate Antonio Corrado ? un “cold case” a San Lorenzo

Poco dopo l’ 01.00 del 30 ottobre 1975 un giovane agonizzante veniva rinvenuto a terra in via dei Sardi, pochi metri prima della congiunzione con via dello Scalo di san Lorenzo.

Il giovane deceduto poco dopo il ricovero al Policlinico Umberto I, si chiamava Antonio Corrado, ventunenne, ultimo di quattro fratelli, viveva con la mamma in viale Scalo San Lorenzo n° 63. Diplomato perito elettrotecnico, per colpa di una malformazione all’occhio non aveva trovato lavoro, nessun interesse per la politica, era descritto dagli amici come un giovane normale appassionato di musica e poesia.

La sera del 29 ottobre Antonio andò al cinema, all’ultimo spettacolo, con alcuni amici dei quali si conosce solo un nome Giuseppe Iannelli, di 19 anni, anche lui di San Lorenzo, con il quale tornando a casa fece un tratto di strada in comune. Il cinema prescelto era quello di quartiere, “Il Palazzo” in piazza dei Sanniti, che quella sera aveva in programmazione un poliziesco: “Il giorno più lungo di Scotland Yard”.

Alla fine della programmazione, presumibilmente dopo la mezzanotte, Antonio e Giuseppe percorsero insieme un tratto di strada fino alla congiunzione di via Sardi con via dei Marsi.

Da quel momento Antonio proseguì da solo per via dei Sardi dove, davanti alla serranda di un grande negozio di ferramenta che da anni non c’è più, venne trovato da alcuni passanti qualche tempo dopo. Nelle stesse ore Emilio Petruccelli, 29 anni, studente fuorisede di Psicologia, militante della sezione di Lotta Continua di San Lorenzo, chiusa la sede in Via dei Rutoli, si diresse verso la Federazione di Lotta Continua in Via dei Piceni, da dove, dopo una breve sosta, ripartì per dirigersi verso la sua abitazione, nello stesso stabile dove vive Antonio Corrado, presumibilmente per una via diversa da quella presa da Corrado.

I due, Emilio e Antonio, si assomigliavano molto secondo i funzionari della Questura che interrogarono Emilio alle 12.00 del giorno 30 Ottobre, ipotizzarono apertamente che l’omicidio di Corrado, fosse dovuto a uno scambio di persona, i funzionari della Mobile in servizio parlarono esplicitamente di una vendetta dei fascisti per quanto era accaduto nel pomeriggio del giorno precedente. Alle 17.00 del giorno 29, infatti, poche ore prima dell’omicidio di Antonio, due giovani iscritti erano stati fatti segno da colpi di fucile sparati da individui scesi da una Fiat 128 davanti alla sezione del MSI del quartiere Prenestino. Uno dei due giovani, Mario Zicchieri di 17 anni morì durante il trasporto all’ospedale, mentre l’altro coetaneo, pur ferito gravemente sopravvisse.

Petruccelli, militante di L.C. nel racconto reso alla Polizia il giorno successivo, disse di essere tornato a casa usando cautele visto il clima successivo all’attentato del Prenestino, cautela che fu così commentata dai funzionari di San Vitale presenti : “congratulazioni, ti è andata bene, ”quelli non aspettavano Corrado ma te”, “ vi assomigliate come due gocce d’acqua”. “Ti hanno visto in sezione alla chiusura e ti hanno aspettato, ma hanno sbagliato uomo”.

Poi a conferma della matrice degli assassini. “i fascisti si sono accorti di aver sbagliato obiettivo alle 3 di stanotte”; e poi alcune domande relative all’aver notato la presenza di una Bianchina e di una Lambretta in zona.

A distanza di pochi giorni, l’omicidio di PierPaolo Pasolini oscurerà completamente il caso Corrado, che finirà così definitivamente archiviato. Finì così la storia di un giovane, normale, un giovane qualunque, un giovane che proprio per la sua non appartenenza a gruppi politici non ebbe negli anni neanche il conforto della memoria che tanti giovani morti in quegli anni hanno avuto e continuano ad avere.

Ecco, ci piacerebbe molto che si ricostruisse insieme la storia di Antonio con chi tanti anni fa lo conobbe, per dedicare un ricordo in prossimità della data del suo omicidio a questo sfortunato figlio di https://it.wikipedia.org/wiki/San_Lorenzo_(Roma)San Lorenzo.

Gli amici di Zì Lorenzo