“Il secolo maledetto di Roma antica” scritto dal giornalista Roberto Toppetta, per Bertoni editore, affronta uno dei nodi più cruciali della storia millenaria dell’Urbe: il declino e la fine della Repubblica imperiale, per gli sconvolgimenti provocati dalle guerre civili, e la fondazione dell’Impero universale esteso su tre continenti.”

Il secolo maledetto di Roma antica”affronta uno dei nodi più cruciali della storia millenaria dell’Urbe: il declino e la fine della Repubblica imperiale, per gli sconvolgimenti provocati dalle guerre civili, e la fondazione dell’Impero universale esteso su tre continenti.

Lo Stato romano torna a nuova vita proprio quando era sull’orlo dell’estinzione. Rigoroso nell’impianto e nell’utilizzo delle fonti, il saggio si avvale di una narrazione fluida e ha il fascino dell’affresco storico modellato sui migliori esempi della storiografia. Il testo presenta una premessa e un capitolo conclusivo.

La prima copre gli anni successivi alla terza guerra punica fino al tribunato di Tiberio Gracco e racconta le ragioni che innescarono la grande crisi a causa della miopia politica della casta dominante e della sua corruzione; il secondo spiega in che modo l’imperatore Augusto assicurò al nuovo Stato fondamenta tanto solide da consentirgli di resistere per oltre tre secoli alla pressione dei barbari ai confini e alle nuove guerre interne.

Il 31 maggio, su iniziativa della rivista Zi’ Lorenzo e della consigliera comunale Claudia Pappatà, il volume è stato presentato in Campidoglio, presso la sala Laudato Sii, alla presenza di un nutrito numero di appassionati delle vicende di Roma antica, tra cui la consigliera municipale Arianna Camellini.

Oltre all’autore Roberto Toppetta, hanno partecipato il prof Mariano Malavolta, la consigliera Claudia Pappatà, Rolando Galluzzi, egregiamente moderati da Franca Colonia.