70 anni di sospiri e profumi di altri tempi da Via dei Marsi 35 LA PASTICCERIA DI FILIBERTO  PACI

                                                              di Franca Colonia

C’era una volta… così iniziano le fiabe e non solo quelle per bambini. Infatti in via dei Marsi 35 da oltre 60 anni si producono dolci e delizie di ogni genere, grazie alle mani ed alla sapienza di Paola e Luigi Paci che portano avanti una attività dolciaria di eccellenza iniziata dal loro papà  Filiberto   alla fine degli anni ’30. Mi accoglie con il solito sorriso Paola, la signora bionda per la quale il tempo sembra essersi fermato, disponibile a rispondere ad alcune domande sulla storia della sua famiglia.

Il percorso della pasticceria inizia quando il papà Filiberto classe 1913 e la mamma Mara di sette anni più giovane, lasciano il paese di Arquata del Tronto per venire a Roma a cercare fortuna. Ed è così che Filiberto inizia a lavorare in un laboratorio di Via Magenta per alcuni anni, per trasferirsi poi  in Via degli Apuli nel 1952, in un laboratorio in affitto dove produceva prodotti dolciari destinati alla vendita e alla distribuzione, rifornendo moltissimi bar della capitale.

Nel 1958 l’attività si trasferisce in via dei Marsi dove tuttora è mantenuta da Paola e suo fratello Luigi che, nel frattempo, esce dal laboratorio e si unisce al racconto. Dal matrimonio dei genitori, racconta Paola, “sono nati tre figli: Anna che si è sposata e  si è dedicata alla famiglia, io e Luigi. All’età di 14 anni dopo le scuole medie sono entrata in negozio per aiutare  mia madre costretta a  prendersene cura dopo la morte di mio padre .

E sono ancora qui dal 1958 con mio fratello più piccolo a cui è toccata la stessa sorte!”. Racconta Luigi che quando era ragazzo, faceva i turni ed era molto divertente perchè “il nostro locale serviva anche la notte i dolci caldi, c’era un via vai di gente che veniva a comprare oltre che per consumare le paste anche per portare vassoi pieni di ben di Dio a casa per la colazione dei propri cari. Carabinieri, Polizia, ferrovieri, studenti , insomma persone che, o per lavoro o per divertimento, aspettavano l’alba! Una situazione allora piacevole, ma che negli anni è diventata impegnativa, tanto che, hanno smesso di rifornire i locali dedicandosi solo alla vendita al banco, con orari più adeguati.

Ricordano le paste più in voga negli anni 60 a partire dalla ricca pasticceria da tè, i bignè ripieni di ogni tipo di crema, i cannoli, le paste allo zabaione, i diplomatici, le maddalene, i sospiri ecc, alcune delle quali non vanno più di moda e, “ noi si sa, al di là della tradizione dobbiamo attenerci ai gusti dei clienti”.

Per esempio i maritozzi non li chiedono più ed hanno smesso di produrli. Quelle che continuano ad essere richieste sono le tradizionali crostate di ricotta, di visciole, le torte della nonna, i ciambelloni, le colombe e anche dolci al cucchiaio come la Zuppa inglese, la Charlotte, la Saint honoré e, se necessario, lavorate con particolari accorgimenti per le persone allergiche. La loro clientela, dicono, va “oltre le mura”, molte persone affezionate vengono da San Giovanni, da Piazza Bologna, dal Policlinico, dall’Università, tanto che si sente il calo delle presenze in occasione delle domeniche ecologiche”.

A lavorare nella pasticceria oltre a loro che effettuano turni dalla mattina alla sera, lavorano due ragazze . Dice Paola , “ noi riusciamo a tenere i prezzi competitivi perchè i locali sono i nostri e perchè ci mettiamo molto del nostro tempo, altrimenti avremmo già dovuto chiudere, anche perchè la pandemia ci ha messi a dura prova, fortunatamente con la buona volontà e la passione per il nostro lavoro siamo sopravvissuti e abbiamo ripreso il trend di una volta” .

I prodotti che usano per la produzione, mi dicono,  sono di prima qualità, tutti freschi e il loro fornitore da anni è sempre lo stesso del quale hanno piena fiducia perchè  nel quartiere lo sanno tutti che alla loro clientela ci tengono molto.  Paola è sposata con Giancarlo il barbiere di Via dei Marsi, il figlio dello storico Mario che ha il negozio accanto alla  Scuola Materna di Maria Montessori, anche Luigi è sposato ed ha un figlio di 46 anni che non ha seguito il suo percorso lavorativo.

Alla mia domanda: quando voi andrete in pensione cosa sarà della pasticceria? Luigi con tristezza  fa un gesto con la mano indicando la chiusura di una saracinesca! Meravigliata gli ho chiesto se invece potevano pensare a una soluzione di continuità per il bene del quartiere salvando l’unica attività dolciaria al momento presente, mi hanno risposto che per ora ancora non sono pronti a fare questo passo…ma che ci penseranno.! “Non sarà facile dice Luigi trovare persone disposte a fare i sacrifici che abbiamo fatto noi, lavorando di notte, la domenica e  nei giorni di festa …” . Sulla porta sono affissi molti dei riconoscimenti di cui vanno fieri: “Il gambero rosso per la Guida golosa”, “L’Italia dei dolci” del Touring club, “Ristoranti di Roma per la Repubblica” , sono stati segnalati e premiati soprattutto per l’ottimo rapporto “qualità/prezzo”.

Li saluto con cordialità ricordando quante pastarelle, bombe e cornetti da loro prodotti  avrò mangiato nella mia vita , quando la domenica (e non solo), non si rinunciava, per nessun motivo alle paste…di Paci!