Le catacombe di San Lorenzo fuori le mura sono a ridosso del cimitero, in origine detto in agro Verano, assunse il nome “di Lorenzo” o “di Ciriaca” solo a partire dal VI secolo; se la prima denominazione ricorda il santo venerato il 10 agosto, il secondo toponimo potrebbe tramandare il nome dell’originaria proprietaria del terreno.

La catacomba di S. Lorenzo fuori le mura è molto estesa e si sviluppa su diversi livelli, ma le trasformazioni successive, legate soprattutto alla realizzazione della Basilica nel sopratterra, ne hanno compromesso la fuibilità. Il nucleo originario si sviluppò nel III secolo, ma in un’epoca non precisabile, alcune profonde trasformazioni coinvolsero una serie di ambienti per ampliare e monumentalizzare lo spazio attorno ad una sepoltura di piccole dimensioni.

Su di essa, tra gli inizi e la metà del IV secolo venne realizzato un pozzo in muratura che permetteva di vedere dall’alto la speciale tomba. Molto vicino a questo ambiente doveva trovarsi la sepoltura di Lorenzo, dove l’imperatore Costantino fece costruire un’abside rivestita di porfido, racchiudendo poi la tomba dietro ad una grata in argento.

Costantino, Onorio e Callisto

Costantino fece inoltre costruire nel sopratterra una grande basilica detta circiforme (a forma di circo) che era legata alla tomba del martire attraverso una scala e che servì da cimitero a cielo aperto.

Alla fine del VI secolo, papa Pelagio II fece costruire una seconda basilica proprio sulla tomba di S. Lorenzo, tagliando parte della collina e delle gallarie cimiteriali circostanti. Il corpo di questo edificio sacro si conserva ancora nell’attuale basilica, costituendone attualmente la zona absidale. L’attuale edificio venne realizzato all’epoca di papa Onorio III (1216-1227).

In occasione del XVIII Centenario dalla morte di papa Callisto (218-222), la Giornata delle Catacombe, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, ha come tema “Callisto e l’invenzione delle catacombe”. Al papa, infatti, si legano il primo cimitero ufficiale della Chiesa di Roma, sulla via Appia Antica, che da lui prende il nome, e la catacomba di Calepodio sulla via Aurelia, dove fu sepolto e che sarà uno dei monumenti visitabili in occasione della Giornata.https://www.giornatadellecatacombe.it/

La manifestazione intende proporre una serie di percorsi attraverso le testimonianze archeologiche e artistiche sia per sottolineare la centralità della figura di Callisto, sia soprattutto per far ripercorrere ai visitatori le tappe che hanno portato alla nascita e allo sviluppo dei cimiteri sotterranei.

La comunità cristiana, infatti, aveva ben presto avvertito la necessità di uno spazio destinato ad accogliere i fedeli in un riposo comune e a garantire a tutti i suoi membri, anche a quelli più poveri, una sepoltura dignitosa, facendosi portatrice di un messaggio di uguaglianza e fratellanza. Questi spazi, definiti “cimiteri”, con un termine che deriva dal greco e indica il “luogo del riposo”, rispecchiano con esattezza la concezione cristiana della morte come tempo sospeso in attesa della Risurrezione.

Nascono e si sviluppano, così, le prime catacombe, composte da reti di gallerie sotterranee che vengono scavate, talvolta riutilizzando spazi preesistenti. Queste gallerie sotterranee garantivano l’apertura di più pile di loculi sovrapposti, oltre che di forme di deposizione più articolate, come le tombe a mensa, gli arcosoli e i cubicoli, spesso decorati con la rappresentazione di episodi e personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, di scenari bucolici e paradisiaci, di momenti di vita quotidiana.

Ad occuparsi dello scavo e della gestione dei cimiteri sotterranei erano i fossori, scelti come emblema di questa quinta Giornata: con la dolabra, una sorta di “piccone”, davano forma al banco di tufo e con l’immancabile lucerna proiettavano la luce sulle storie e sui simboli lasciati dai primi cristiani per esprimere la fede in Cristo e la speranza nella vita eterna.

Le Catacombe

Le catacombe, come quelle, di San Lorenzo fuori le mura sono sono aree sotterranee che nascono tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., adibite alla sepoltura e alla commemorazione funebre dei membri della comunità cristiana. Il termine – che deriva dalla lingua greca e significa “presso le cavità” – in un primo momento era riferito unicamente al complesso romano di S. Sebastiano al III miglio della via Appia e solo in seguito sarà esteso a tutti i cimiteri comunitari cristiani. In antico, infatti, si utilizzava il termine, anch’esso greco, di coemeterium, ovvero “dormitorio”, ad evidenziare l’idea che la sepoltura fosse soltanto una fase provvisoria in attesa della resurrezione.

Questi sepolcreti venivano scavati principalmente nel tufo e nella pozzolana, come pure in altre tipologie di terreno caratterizzate da facilità nella lavorazione e grande resistenza, tali da garantire la creazione di complessi sistemi di gallerie e cubicoli strutturati su diversi piani. La diffusione di terreni di tipo tufaceo in Italia centralemeridionale e insulare è il motivo per cui le catacombe sono dislocate principalmente in queste aree, con una particolare concentrazione proprio nella città di Roma, dove sono presenti circa una sessantina di nuclei cimiteriali ipogei utilizzati dalla primitiva comunità cristiana dell’Urbe.

Oltre alle catacombe romane, troviamo nuclei cimiteriali cristiani in diverse Regioni: nel Lazio (Bolsena, Soriano nel Cimino, Nepi, Albano, Grottaferrata e numerose altre); in Toscana (Chiusi e Pianosa); in Umbria (Massa Martana); in Abruzzo (Amiterno e Castelvecchio Subequo); in Campania (Napoli);