Venti Angeli sopra Roma, un libro fondamentale per saperne di più sul 19 luglio 1943

l’autore Cesare De Simone, giornalista romano dell’antico rione Pigna, ha lavorato presso la redazione romana del “Corriere della Sera”, come cronista di nera.

Tra i numerosi libri da lui realizzati soprattutto ricerche storiche sulla Prima e sulla Seconda guerra mondiale, spicca “Venti Angeli sopra Roma” (Mursia, 1993), un lavoro minuzioso ricco di documenti, testimonianze e il racconto (in presa diretta) dei sopravvissuti: i superstiti del quartiere San Lorenzo; una storia misconosciuta quella dei due grandi bombardamenti aerei che il 19 luglio e il 13 agosto 1943 s’abbatterono su Roma.

Nelle zone popolari del Tiburtino, del Prenestino, del Casilino, del Tuscolano e dell’Appio morirono non meno di 4.000 persone. In questo libro del 1993, per la prima volta, sono stati ricostruiti i 321 giorni di Roma sotto le bombe (la città fu colpita 51 volte, fino al giorno della Liberazione, il 4 giugno 1944, con altri 3000 morti);

il racconto dei piloti dei caccia italiani che decollarono per intercettare le fortezze volanti, degli aviatori americani della Dodicesima Air Force che partirono dagli aeroporti nord-africani: twenty angels, venti angeli, era il codice radio dei bombardieri, indicava 20.000 piedi d’altezza. Un “angelo” equivaleva a mille piedi d’altezza (300 metri); quei “Venti angeli” nel cielo di Roma corrispondevano, dunque, alla quota di 6000 metri per il bombardamento. Il giornalista inglese Richard McMillan, inviato di guerra a bordo di una “Fortezza volante”, nel raid su Roma del 19 luglio 1943, titolò così il suo reportage: “Venti angeli sopra Roma”.