di Franca Colonia

MARMI B. VINCIONI, BOTTEGA STORICA, DA 150 ANNI a Roma nello storico quartiere di san Lorenzo, 5 generazioni di incisori, scalpellini e marmisti.

LABORATORIO DI LAVORAZIONE MARMI “B. VINCIONI S.R.L.”. Albo Botteghe storiche Comune di Roma n.70 – 15 gennaio 2013 – Municipio II

È in questo proverbio che si nasconde il successo di una famiglia che rappresenta per il quartiere di San Lorenzo una storia vincente che vanta un’ attività di lavorazione e vendita del marmo iniziata a metà del secolo scorso e nella quale hanno profuso le loro energie ben quattro generazioni..

ALL’ORTO VACCE, A BOTTEGA STACCE…”

Era la metà del 1800 quando Desiderio Vincioni ,detto Quinto perché quinto figlio, apre una piccola attività a San Lorenzo, inizialmente quella di imballatori  di oggetti artistici in marmo che ben presto diventerà molto conosciuta a Roma e alla  quale si rivolgerà anche la Casa Reale, come  mi racconta Filippo, il nipote .

Filippo  mi riceve, con grande disponibilità, nel suo studio lasciando il laboratorio dove era impegnato in piena attività … con una velata preoccupazione, poi capirò il perché .

Uno studio che mi colpisce a prima vista perché è lì che si manifestano, attraverso le foto, tutti i componenti che hanno costituito le pietre miliari della storia della famiglia Vinconi, oltre alle onorificenze che fanno bella mostra di sè nelle cornici: il titolo di Ufficiale della Repubblica, concesso a lui, il 2 giugno 1995 dal Presidente  Scalfaro, l’altra al padre Benedetto dall’Associazione Bersaglieri il 18 aprile 1982 e su queste, con modestia, commenta: “noi non abbiamo chiesto niente, ce le hanno date “!

Il ricordo di Filippo va subito al fratello del padre Don Filippo (del quale porta il nome), che divenne parroco di Polverina, un paesino nelle Marche  dove ancora oggi la famiglia possiede un palazzetto ben conservato  e  frequentato come rifugio per le vacanze. Per mostrarmi la foto di “Zì Prete”, suona un campanello e al nipote che accorre chiede di salire in casa, al piano superiore, per prendere  il quadro con la sua foto.

Il ricordo torna poi a suo padre Benedetto, classe 1896 che sposa Fernanda del 1898, che gli darà 4 figli : Filippo, Laura, Carlo, Marcello e terrà unità la famiglia.

Il successo dell’attività di marmista che  porterà la ditta Vincioni nel 2013 a conquistare il riconoscimento di “Bottega storica” dal Comune di Roma, sta nel fatto che tutti i figli hanno lavorato nell’azienda di famiglia che fino al 1970 si trovava come punto vendita-laboratorio in Piazzale del Verano 34 e con  il magazzino in Via dei Marrucini 50.

Come le api laboriose, ciascuno assolveva al proprio compito e l’attività di marmista  che originariamente era caratterizzata per lo più dalla lavorazione delle “crocette “ in marmo per  via della vicinanza al Cimitero del Verano, si evolve producendo lapidi, cappelle, sculture e  arredamento per tombe, fino ad aggiudicarsi  i lavori per la ricostruzione del  Quadriportico del Cimitero  bombardato il 19 luglio 1943.

Filippo, già dal 1939, dopo la scuola aveva iniziato ad andare a bottega per imparare il mestiere e così i suoi fratelli,  mentre la  sorella Carla  si occupava del negozio di Piazzale del Verano. Sarà nel 1970 che la Botteguccia-laboratorio si trasferirà in Via Tiburtina 171, dove si trova ancora oggi su una superficie di ben 300 mq. Filippo nel …..sposa Amalia Fabbrocino di due anni più giovane, anche lei  romana e dal loro matrimonio nasceranno : Maurizio  Tiziana, Fabio, Davide e Lorella. I suoi figli poi lo renderanno nonno di ben sette nipoti, di cui scandisce uno ad uno i nomi: Benedetta, Alessandro, Daniele, Valerio, Andrea, Iacopo e Flaminia.

MARMI B. VINCIONI, BOTTEGA STORICA, DA 150 ANNI a Roma nello storico quartiere di san Lorenzo, 5 generazioni di incisori, scalpellini e marmisti.

Nel frattempo, intorno agli anni 70, suo padre  Benedetto, che amava lavorare e ricevere i suoi clienti in giacca e cravatta, cesserà di occuparsi della parte scultorea dell’attività lasciando autonomia ai figli ma   resterà nell’azienda con funzioni direttive. Filippo ricorda che arrivavano le commesse da tutta l’Italia è anche dall’estero perché la loro azienda realizzava, e realizza ancora oggi, opere marmoree  esclusivamente con lavorazione artigianale e a dimostrazione di ciò, suona di nuovo il campanello per farsi portare gli album fotografici dei lavori realizzati che, orgogliosamente, mi mostra.

Molti  clienti sono persone che hanno avuto un lutto e desiderano adornare con affetto  la tomba dei loro cari per l’ultimo viaggio e loro condividono l’emozione e  il sentimento della compassione, quella  “pietas” che si prova verso le sofferenze altrui.

Anzi, per soddisfare appieno le esigenze dei clienti  hanno anche rilevato una agenzia di onoranze funebri inserendola  all’interno dell’unica “S.r.l. B.Vincioni”.

Racconta Filippo, che davanti alla impossibilità economica di pagare il conto del lavoro funerario da parte di alcuni clienti,  hanno sempre cercato di  soddisfare le loro richieste  accontentandosi della somma che erano in grado di pagare .

Attualmente tutti i figli di Filippo e tre nipoti (Alessandro, Valerio e Andrea),  lavorano nella Bottega di famiglia, i figli dei fratelli e della sorella hanno seguito altre strade ed hanno ceduto le loro quote. Lavorano molto anche con ordini  provenienti dall’estero e il loro catalogo, oltre a sculture prettamente funerarie, offre opere per interni di chiese, altari, tabernacoli, sculture di santi,  tavoli, lavabi e sculture di ogni tipo, ma  consiglia, quando possibile  di andare a scegliere a bottega.    

A questo punto interviene il figlio Davide che mi racconta che lui e sua sorella Tiziana, nel tempo libero, frequentano una scuola di teatro e hanno realizzato uno spettacolo tratto dai racconti del nonno Benedetto che aveva vissuto, insieme alla famiglia, il  bombardamento ed il mitragliamento di San Lorenzo, un tragico evento che ha lasciato una ferita profonda nella memoria  del quartiere . I due fratelli, hanno anche realizzato un video  sulla storia della “Bottega”che racconta il percorso dell’attività dagli esordi alla assegnazione del titolo di “Bottega storica” da parte del Comune di Roma. 

Tale video è pubblicato nella pagina Facebook https://m.facebook.com/Vincioni-MARMI-349367078838050/ e su Instagram, (finestre che aprono la loro attività sul mondo) e in esso esprimono con forza il loro orgoglio e i motivi per cui vale la pena ancora oggi  sostenere la storica attività, patrimonio non solo  della famiglia, ma di tutta la comunità.

Continua Filippo affermando che la loro azienda, come linea di condotta accetta tutti i lavori anche quelli piccoli  trattando tutti i clienti, professionisti  e non,  allo stesso modo.

Poi aggiunge con un po’ di amarezza, che il settore ha risentito della crisi economica ben prima della pandemia, le persone spendono meno privilegiando i consumi di beni di prima necessità,  anni fa oltre ai familiari vi lavoravano sei operai, oggi solo tre.

Filippo, come è ricordato nel video, è stato un fine incisore, scalpellino, mosaicista, scultore ed ha trasmesso ai sul figli la passione e la grande raffinatezza artistica nel trattare “ il sensibile marmo “. Oggi però, come un tempo aveva fatto suo padre, ha lasciato autonomia ai suoi figli, ma fino ad un certo punto perché mantiene la direzione dell’azienda e continua a intrattenete i rapporti con i clienti.

E aggiunge,  mio padre dicevaall’orto vacce, a bottega stacce”, perché  al negozio bisogna starci e parlare con i clienti che imparano a conoscerti, vedono il sistema è la serietà e se li tratti bene non parleranno mai male di te, perché si sa, “cliente manda cliente, così come succede per il fruttatolo”!

Mi parla, con soddisfazione, della stima di cui gode nel settore, in particolare mi cita la recensione di Dante Mortet, artista,scultore, cesellatore… e mi parla della sua bottega “Mano Artigiana” in Via dei Portoghesi, Palazzo della scimmia,  dove , da cinque generazioni, si realizzano sculture di mani e piedi di importanti  personalità mondiali (Morricone, Pelé, Cassius  Clay, De Niro…).

Sulla sua pagina Facebook scrive di lui:  “Un onore forse è poco, meglio dire un privilegio, ascoltare le parole di un Maestro artigiano assoluto come er Sor Filippo Vincioni, la conferma se ce ne fosse bisogno, che gli artigiani (senza offesa per nessuno) hanno una capacità di analisi in più, una sensibilità generosa che trasferisce la materia in arte, le parole in poesia e senza mai dirmelo ho la consapevolezza che stasera ho ascoltato le parole di un artista immenso. Grazie Sor Filippo Vincioni”.

Infine  Filippo mi racconta della sua giornata, fa colazione  con un caffè, quindi scende a bottega solo la mattina, risale per il  pranzo e fa una cena leggera, a volte la salta.

Gli chiedo quando chiuderanno per ferie, mi risponde “mai, facciamo i turni, ma non chiudiamo, nel nostro settore dobbiamo garantire sempre la presenza”!

Concludiamo il nostro incontro, lo ringrazio per l’estrema disponibilità dimostrata e  mi congratulo con lui e con tutta la famiglia per la loro storica presenza sul territorio, fatta di  eccellenze, tramandate per ben 4 generazioni e capisco che il ricordo di tanti familiari  venuti a mancare gli hanno procurato un velo di tristezza. Gli strappo un sorriso chiedendogli di postare per una foto con la copia di Zi’Lorenzo e lui accetta volentieri. Ci salutiamo e lui rientra nel laboratorio per riprendere il lavoro interrotto…

Grazie Sor Filippo, ascoltarla è stato un privilegio anche per me!

Franca Colonia