S.A.I.D., UNA STORIA AL CIOCCOLATO IN SAN LORENZO, Roma-Londra-Dubai

                                                                                                                        di Franca Colonia

E’ il 1923 quando  Aldo De Mauro, classe 1908 e suo fratello Oscar, da Cerignola, dopo un periodo di permanenza a Napoli, arrivano a Roma dove decidono di fondare  la S.A.I.E. (Società anonima italo elvetica), una piccola fabbrica per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato, prodotti destinati al commercio ambulante: la sede della SAIE, si trovava nell’edificio distrutto dal bombardamento del 19 luglio 1943 che devastò il Quartiere di San Lorenzo e si affacciava direttamente sulla Via Tiburtina.

L’attività, durante il periodo bellico, continua come spaccio esclusivamente nel laboratorio sito nella rientranza della Via Tiburtina e, dopo la guerra, cavalcando l’onda del boom economico, punta sulla vendita di bomboniere, confetti e produzione del cioccolato “nudo” che veniva “vestito” da altre pasticcerie che lo rivendevano con il loro marchio.

Aldo, ancora giovanissimo si innamora di Giacinta che lo segue e lo lo affianca nell’attività della società. Dalla loro unione nascerà nel 1926 il figlio Bruno che sposerà Marcella con la quale avrà tre figli: Carla, Massimo e Fabrizio.

Ed è Carla che, accogliendo con grazia la mia richiesta, mi racconta, con dovizia di particolari, la storia e l’evoluzione dell’attività di famiglia. Mi dice: questo è un luogo caratterizzato da sempre da due anime: una maschile improntata sul fattore imprenditoriale, sempre alla ricerca di novità, l’altra femminile più realista, creativa, spesso volta al recupero del materiale custodito: nastri, decori, carta stagnola…”.

Tutti i figli completano gli studi universitari, Carla si laurea in lettere, Fabrizio in architettura e Massimo in ingegneria. Carla “mette il primo piede” in azienda nel 1980 per guadagnarsi una paghetta durante gli studi, il matrimonio e la nascita di 4 figli la costringeranno, nel 1993, per un periodo a lasciare il testimone al fratello Fabrizio.

Sarà proprio lui, grande viaggiatore, sperimentatore di realtà diverse, dopo aver assistito proprio a New York alla nascita della storia del processo industriale finalizzato a rendere contemporanei materiali abbandonati nel tempo come i macchinari, a fare propria questa esperienza che cambierà la storia dell’azienda .

Nuovi mercati

Fu indetta quindi una riunione di famiglia per decidere come analizzare ed affrontare i vari problemi del momento: l’introduzione del nuovo mercato cinese nel settore delle bomboniere a buon  mercato, perchè dice Carla noi offrivamo prodotti di tradizione italiana come le porcellane di Capodimonte, di Murano ecc, la denatalità e la crisi economica di quegli anni. L’azienda nel frattempo, ci dice, continuava a produrre prodotti al cioccolato per bambini: barrette tipo urrà saiwa, tavolette di cioccolato bianco, al latte e fondente, ma niente a che vedere con quello dell’attuale produzione.

Durante la riunione quindi viene deciso di ascoltare i suggerimenti di Fabrizio e di tentare di uscire da un mercato chiuso attraverso il potenziamento dei fattori di produzione e seguendo uno specifico percorso di formazione rivolto sia ai  titolari che al personale con il supporto di esperti e consulenti. 

E così decidono di uscire allo scoperto: acquistano nuove macchine “più snelle”,  ammodernano a livello tecnologico delle altre obsolete con l’obiettivo di portare le persone nel loro locale, nel vicolo di Via Tiburtina 135, a San Lorenzo.

Nasce  il concetto del “bar del cioccolato” all’interno del quale,  si realizzano spazi dedicati alla mostra dei macchinari di prima generazione che, preservati, conservati e valorizzati, costituiscono complementi di arredo, testimonianze della cultura industriale italiana, rendendo il luogo molto simile ad un museo, mentre altri spazi sono dedicati al laboratorio ed alla vendita dei prodotti rigorosamente lavorati e incartati a mano.

E cosi’, per l’inaugurazione, nel 2004 si realizza un unico grande evento con inviti rivolti alla stampa, ad aziende e ai cittadini ai quali si propone un percorso di assaggi del cioccolato fuso che usciva direttamente dalle macchine.

La risposta fu tale da premiare gli sforzi compiuti, consentendo il decollo della nuova realtà che subito diventa leader del settore, finalmente con il proprio marchio: S.A.I.D. (Società azionaria industria dolciumi) oggi presente nelle guide dei “migliori cioccolatieri del mondo”.  Un nuovo concetto che si somma a 100 anni di storia, un successo che li porterà ad ospitare grandi brand internazionali costituendo, la loro sede, la “location ideale” per la pubblicità dei loro prodotti.

Ricorda Carla quando i loro macchinari vintage, illuminati, fecero da sfondo agli orologi di Bulgari ed altri grandi eventi realizzati anche in sinergia con importanti realtà del quartiere: Università la Sapienza, CNR, Pastificio Cerere attraverso i vernissage, le cerimonie di inaugurazione di mostre ecc, costituendo il posto giusto dove ospitare eventi di importanti intellettuali come Tullio De Mauro (figlio dello zio Oscar) per i suoi 80 anni, Sabino Cassese, Eugenio Scalfari e tanti altri .

S.A.I.D., UNA STORIA AL CIOCCOLATO IN SAN LORENZO, Roma-Londra-Dubai

Nel frattempo Fabrizio continua con i suoi viaggi e Said sbarca a Londra dove vengono aperte ben due sedi con partner-ship italiana, una a Soho nel 2014, l’altra a Fitzrovia nel 2018. Nel 2020, poco prima dello scoppio della pandemia, aprono in franchising una sede a Dubai, City walk.

La società Said esporta il suo “know how”attraverso la vendita dei prodotti della sede di Roma: cioccolato per bevande calde e fonduta e offrendo l’hospitality attraverso i webinair con l’indicazione precisa del procedimento da seguire nel rispetto di tutte le regole atte a salvaguardare l’immagine di Said nel mondo.

Carla continua nel racconto e mi spiega  che la lavorazione del cioccolato si realizza  attraverso un processo raffinato e delicato,  un tempo riuscivamo a procurarci direttamente le fave, oggi invece possiamo acquistare la migliore polvere di cacao dall’Equador, Venezuela e Madagascar, previo controllo diretto delle piantagioni. Durante il lock down mi dice “abbiamo dovuto ridurre il personale, ci siamo stretti tutti intorno all’azienda e siamo riusciti a salvarci grazie alle vendite on-line”.

I genitori, hanno seguito fino a pochi anni fa, da vicino, l’attività e sono  orgogliosi e fieri dei risultati raggiunti dall’azienda portata avanti dalla famiglia che nel frattempo si arricchita con l’arrivo di ben 9 nipoti e si augurano che, al termine degli gli studi, qualcuno di loro  possa inserirsi per continuare ad accrescere il marchio Said.

Oggi all’interno dell’antica fabbrica di cioccolata diventata un posto magico, che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo, oltre a 7 dipendenti specializzati, sono presenti il banco di vendita, il bar cioccolateria e il ristorante che realizza piatti anche a base di cacao e tutti si  affacciano sul laboratorio, dove la storia e l’innovazione si sono fusi con successo puntando al raggiungimento di un alto standard qualitativo diretto ad una clientela selezionata ed esigente sempre alla ricerca di prodotti di alta qualità.

Le rivolgo una domanda finale: qual è la filosofia del cioccolato? Mi risponde: il cioccolato è un frutto come l’uva o il tabacco, ma a differenza di questi che potrebbero provocare effetti negativi sulla salute, rappresenta una coccola, un momento di relax ricco di proprietà energetiche, antiossidanti, stimolante della serotonina e con effetti benefici sull’apparato cardiovascolare costituendo così, grazie all’abilità del cioccolatiere, un prodotto vegano come quello che  i Maya assumevano …come energia pura .

E, guardando al futuro con grande speranza, aggiunge perchè la nostra realtà emana anche energia positiva. La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, le faccio dono della nostra rivista e mentre ci avviamo verso l’uscita mi mostra una macchina e mi dice con orgoglio…vedi questa ACMA  produceva le caramelle Elah, sono venuti degli studenti di Bologna che stavano scrivendo una tesi di laurea su questo tema e meravigliati la fotografavano!

Esco, mi guardo indietro, e penso che oggi anche io mi sono arricchita con la loro storia, ripenso a quando da bambina varcavo la loro soglia con la mia mamma per comprare le uova di Pasqua o  le bomboniere della prima Comunione e sento dentro di me …”tanta tanta energia pura e positiva…”

L’antica fabbrica di cioccolata SAID è iscritta nel Registro delle Botteghe storiche del Comune di Roma.